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lunedì 27 aprile 2009

DIAMOCI DA FARE

Idea: rappresentazione mentale, opinione, giudizio...progetto, proposito. Ma cosa sono le idee senza le azioni? Nulla, solo astrattezza; solo teoria che rende l'uomo un essere surreale, una sorta di filosofo che pensa ma non fa. E purtroppo il Meridione d'Italia è stracolmo di filosofi, teorici, progettisti, che hanno disegnato e continuano a disegnare piazze imponenti, teatri all'avanguardia, cineforum, strade mai realizzate e grandi ponti. Meridionali che progettano, ma non costruiscono. Questo è il dramma di una terra che pensa ma non agisce, parla ma non dice, sente ma non ascolta, studia ma non progredisce...Come uscire da tutto questo? Con lo studio consapevole, che - unito al coraggio, alla forza di volontà e all'impegno costante - può far cambiare una forma mentis, che affonda le proprie radici nei secoli e che ha fatto dell'imbroglio l'unica strada percorribile. Si può e si deve uscire da questa "immondizia" che invade il Mezzogiorno, vittima del male affare di chi ha un unico obiettivo: innaffiare solo l'orticello della propria abitazione, senza se e senza ma.
Soltanto così prolifereranno le imprese e le cooperative. Soltanto così si potrà impedire ai MEDIOCRI di avere la meglio sui cervelli più validi, che sono costretti ad emigrare per quel fatidico posto di lavoro, che non è e non deve essere solo impiego statale. E' creatività, ingegnosità...DIAMOCI DA FARE!

2 commenti:

Gaetano ha detto...

Cara Maria Ianniello,
è comprensibile ciò che dici. Ma molti popoli della Terra, ricchi di un passato glorioso, nel tempo cambiano connotazioni e perdono il vecchio potere, pur conservandone nell'anima e spirito la memoria. Per il resto, attraverso la pelle, finiscono al limite per fare una parte servile. Di qui la tua concezione sull'uomo del Sud di eccezionale levatura culturale, ma privo di un potere efficace per essere interpreti come "costruttori" dei loro stessi "progetti". Di tutto ciò solo quest'analisi può fornircene la comprensione che, però, non si riesce ad accettare con la ragione. Per via di sangue si potrebbe aderire a questa logica, ma viviamo in mondo della globalità e la mescolanza annulla o limita quasi del tutto qualsiasi riferimento al passato. Tuttavia, restando in piedi i rituali annuali di ricorrenze storiche con cerimonie politiche e religiose, ed altro del genere, il passato resta impigliato al presente in ogni uomo. Ed è così anche nel piccolo in seno alle famiglie che festeggiano i compleanni, onomastici ed altro. Come pure si va al cimitero per porre i fiori sulle tombe dei propri cari. Senza parlare del potere della religione con i loro rituali ripetuti esattamente uguali fra loro. La religione, più di tutti ci lega al passato, quindi alle sue origini stesse. Di qui la comprensione della chiave di volta per riuscire, almeno con la fede, ad accettare lo stato "servile" in cui il Sud sembra trovarsi. Chi lo può è fuori dalla morsa dal sentirsi MEDIOCRI perché nell'interiorità preme il vecchio potere di "Re, Sacerdoti e Guerrieri" alla Melkidesech. È come la casa evangelica fondata sulla roccia.
Ti suggerisco di leggere il mio scritto LA PRIMA ITALIA,
CAPANNA DEL CRISTIANESIMO
, fra i tanti, che è stato pubblicato dal sito FORA.

Cari saluti,
Gaetano Barbella
Il geometra pensiero in rete

maria ianniciello ha detto...

Hai ragione, ma mai non possiamo rassegnarci, adesso non possiamo più farlo!!!

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