Si chiama Rom Houbens, l'uomo che era stato considerato erroneamente in stato vegetativo. Gli ultimi 23 anni per Rom sono stati un vero e proprio calvario: pensava, ascoltava e guardava, ma non poteva muoversi, né parlare, né far capire di essere cosciente. Rom aveva venti anni ed era un promettente studente di ingegneria quando un terribile incidente automobilistico lo ha costretto a "guardare la vita" senza poter comunicare con il mondo esterno. Sua madre aveva compreso che il figlio era vigile ed onnipresente, però i medici, dopo aver rifatto i test più volte, le ripetevano: "Signora, suo figlio è come un vegetale, non sente nulla, non pensa nulla. Di lui non è rimasta traccia". Ma la donna non si è arresa. E, grazie a Stefen Laurens, giovane dottore dell'Università di Liegi, che ha riesaminato il caso facendo un esame sofisticato, si è scoperto che il cervello del ragazzo ha funzionato per venti anni quasi normalmente. Non si trattava di coma, ma era afflitto da una sindrome chiamata "Locked in", che impedisce di comunicare con l'esterno.
Rom adesso sta facendo la riabilitazione e parla attraverso un computer.
"Gridavo, ma nessuno riusciva a sentirmi. Non potete immaginare cosa significhi. Per anni sono stato testimone della mia sofferenza. Per tutto questo tempo non ho smesso di sognare una vita diversa. Non dimenticherò mai il giorno in cui hanno scoperto che non ero incosciente: è stata la mia seconda nascita. Devo tutto alla mia famiglia", ha detto.
La storia di Rom purtroppo non è un caso isolato. Basti pensare che al 41 per cento dei pazienti in stato di minima coscienza viene diagnosticato un coma vegetativo. Si tratta di persone che spesso sono reattive alla comunicazione, ma che mediante trattamenti particolari riescono a fare notevoli progressi.


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