"Il perdono libera l'anima e cancella la paura". La frase pronunciata da Morgan Freeman in "Invictus", il nuovo film di Clint Eastwood, ha generato in me alcune riflessioni sulla capacità di perdonare, la quale non è innata, ma può essere acquisita con tanta forza di volontà e molto esercizio, partendo dalla considerazione che nessuno è perfetto e che, quindi, anche noi possiamo commettere tanti sbagli. Per Nelson Mandela, interpretato in questo film da Freeman, non è stato facile perdonare, ma ci è riuscito, unendo anche solo per un momento la Nazione mediante il rugby, considerato lo sport dei bianchi. «Io sono il Signore del mio destino, il capitano dell'anima mia», afferma Mandela. E, dunque, posso raggiungere qualsiasi obiettivo, anche il più difficile, trascinando il mio popolo verso il perdono, perché «se io non so cambiare quando le circostanze lo richiedono come posso chiedere agli altri di cambiare». L'avete capito...il film mi è piaciuto moltissimo, tanto da farmi venire più volte la pelle d'oca. Siamo in Sud Africa, il segno lasciato dall'Apartheit è indelebile, ma - nonostante tutto - un uomo riesce attarverso lo sport a superare le divisioni, l'odio e ad oltrepassare così la logica sbagliata della legge del taglione. Durante la proiezione mi è capitato spesso di pensare all'Italia e alle sue corbellerie di ieri e di oggi. Ho riflettuto sulla mala politica, sul fatto che non abbiamo ancora un'identità e che le divisioni territoriali lacerano il nostro Paese. Stiamo per festeggiare i 150 anni dell'Unità e nessuno ne parla, anzi pochi lo sanno. Cerchiamo di trarre, quindi, un insegnamento da questa pellicola, che è uscita in Italia il 26 febbraio 2010. E nell'attesa di vedere il film, candidato all'Oscar, gustatevi il trailer in italiano.
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Cultura e Culture non è una TESTATA GIORNALISTICA, ma il blog di Maria Ianniciello, che in questo suo spazio scrive e parla dei suoi interessi personali: cultura (in particolare libri), viaggi, attualità, cinema e giornalismo. Cultura e Culture quindi non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 Marzo 2001.

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