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mercoledì 17 marzo 2010

Sahara Occidentale, ecco il muro che non c'è

In Africa, nel deserto del Sahara Occidentale, esiste un muro lungo 2720 km, ma nessuno lo sa. E' un muro invisibile, un muro che non c'è e non deve esistere! E' stato costruito dal Marocco ed è una zona militare con tanto di bunker e campi minati. Il muro separa il Marocco dai territori che sono sotto il controllo della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (RASD). Oltre ad uno scopo difensivo, esso ha obiettivi di sfruttamento economico. La parte interna racchiude le ricchezze del Sahara Occidentale, ovvero le miniere di fosfati e il controllo della costa, che è considerata una delle più pescose al mondo. Una importante ricchezza che per ora non può essere sfruttata è quella dei giacimenti petroliferi costieri, in quanto le Nazioni Unite permettono solo la ricerca e non lo sfruttamento fino al referendum di autodeterminazione. La zona controllata dalla Repubblica Araba Saharawi Democratica non ha importanza economica.
Secondo il governo marocchino gli obiettivi del muro sono:
  • Ostacolare le azioni offensive ed armate
  • Proteggere da azioni militari saharawi le città più importanti
  • Proteggere i giacimenti di fosfati e la ricchezza che deriva dalla pesca
  • Creare una concentrazione di forze per una miglior difesa
  • Eliminare o ridurre il fattore sorpresa
  • Limitare gli effetti della guerriglia

Buona parte di questi obiettivi sono cessati nel 1991 quando la RASD scelse la strada della legalità internazionale e della azione non violenta. Una parte della scelta dipese anche dalla costruzione di questa linea di difesa che, assieme allo stallo nato dalla incapacità marocchina di proseguire nella conquista dell'intero territorio della ex colonia, permise alle Nazioni Unite di bloccare e cristallizzare la guerra. Attualmente lo scontro è prevalentemente su un piano politico, dove i Saharawi cercano in ogni modo di arrivare al referendum e il Marocco ne ostacola la realizzazione, al fine di consolidare lo status quo ed annettere il territorio. E le violenze, come documenta nel seguente video il reporter Stefano Salvi, sono all'ordine del giorno. Una vera vergogna, un crimine contro l'umanità. E i media cosa fanno? Tacciono.



1 commenti:

Anonimo ha detto...

a parte ke il testo è copiato da wikipedia il filmato è bello...

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